Contro il metodo: per una didattica vivente. Il contributo di Bruno Ciari e del Movimento di Cooperazione Educativa per i saperi della pedagogia incarnata.
DOI:
https://doi.org/10.1285/i24995835v2025n22-2p149Abstract
Il contributo si propone di guardare al corpo, alla sua necessità, al suo esistere all’interno della trama del processo di apprendimento-insegnamento, come il luogo di una teoria anarchica della didattica, per dirla con il filosofo austriaco Paul Feyerabend. Bruno Ciari e l’intero Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) rappresentano alcune delle voci che più di altre hanno determinato un rinnovamento della didattica e della pedagogia nel secondo Novecento e che oggi è ancora attivo nelle prospettive delle scienze cognitive e bio-educative. A partire dalla proposta didattica della tecnica del calcolo vivente, cui Ciari ha dedicato importanti riflessioni, si indagano le prospettive feconde di connessione tra la didattica vivente e la rivalutazione del ruolo del corpo, alla luce delle più moderne teorie della semplessità e della vicarianza.
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