«I bambini nel bosco sono tutti pollicini». O sulla "maturità potenziata" dell'infanzia malata, tra vita e letteratura
DOI:
https://doi.org/10.1285/i24995835v2017n5p67Parole chiave:
Infanzia, malattia, letteratura, Children, disease, literatureAbstract
ItChi ha paura dei bambini (malati)? Gli adulti, che, con la loro logica, che non permette loro di andare al di là delle superficie delle cose, non riescono a comprendere la dimensione liminare, metamorfica, mostruosa che li avvicina alle questioni "essenziali" dell'umano esistere. I bambini, ancora di più quando sono malati, come sostiene Antonio Faeti, sono capaci di guardare l'"uscio dei morti" anche quando ne hanno paura. Lo dimostra la ricerca pedagogica, ma anche la letteratura per l'infanzia.
En
Who is afraid of children (sick)? The adults, who, with their logic, which does not allow them to go beyond the surface of things, do not understand the liminar, metamorphic, monstrous dimension that approaches them to "essential" issues of human existence. Children, even more when they are sick, as argued by Antonio Faeti, are able to watch the "door of the dead", even when they fear. This is demonstrated by the pedagogical research, but also the children's literature.
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Pubblicato
17-07-2017
Fascicolo
Sezione
Articles
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