Percezione e psicologia musicale
DOI:
https://doi.org/10.1285/i17201632vIIIn4-5p195Abstract
ItDa sempre la musica è stata considerata un ponte tra il mondo che noi abitiamo e il regno degli invisibili. Realtà misteriosa e sfuggente, è impossibile trascriverla nei termini del linguaggio discorsivo: per questo la musica ha alimentato costantemente la produzione di miti non solo ma anche le riflessioni filosofiche, psicologiche e antropologiche. Questo mio lavoro non si propone di indagare cosa sia la musica ma la mia intenzione è stata quella di esporre nella prima parte alcune ricerche svolte nell'ambito della psicologia genetica della musica il cui fine è quello di trattare il tema dell'intelligenza musicale dei bambini. I risultati di tali indagini mostrano come il bambino sin dalla tenera età di tre anni mostra una predisposizione alle immagini musicali e una discreta sensibilità al suono; infatti sembra che imiti in maniera approssimativa le canzoni degli adulti sviluppando molte capacità di tipo ritmico che con il passare del tempo potenzierà attraverso la pratica e l'esercizio. Nelle parti successive verranno discusse diverse questioni di psicologia musicale ove la mia attenzione sarà rivolta al godimento musicale dei sordomuti ai quali, attraverso attenti esami, non è precluso il mondo musicale e al tema dell’origine della musica. Per quanto concerne quest'ultimo argomento ho annoverato diverse teorie come quella del ritmo, dell'espressione, evoluzionistica, la concezione che si origina dal Darwinismo e infine quella di Révész.
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Pubblicato
01-01-2000
Fascicolo
Sezione
Articoli
