Così vicini, così lontani. L’età aragonese nello specchio delle riforme cinquecentesche della dogana della mena delle pecore di Foggia

Autori

  • Potito D'Arcangelo

DOI:

https://doi.org/10.1285/i11211156a32n1p163

Parole chiave:

Regno di Napoli, età aragonese, dogana della mena delle pecore di Foggia, riforma, memoria, Kingdom of Naples, Aragonese age, reformation, memory

Abstract

IT
Lo studio si sofferma sull’uso problematico della memoria – segnatamente quella dell’età aragonese – e sulla rappresentazione del passato nel contesto delle riforme della dogana della mena delle pecore di Foggia (1447-1806). I tratti peculiari della dogana messa in piedi dal Magnanimo a dal figlio Ferrante si rivelarono poco funzionali rispetto all’ente plasmatosi a partire dalle grandi reintegre di metà Cinquecento. Eppure, il punto di riferimento obbligato, la pietra di paragone di quasi ogni intervento rimase l'attività promossa al tempo del primo sovrano aragonese e del suo immediato successore, fondamento di due diverse buone memorie. Una è tipica degli studiosi all’opera tra Sei e Settecento e riconduce ad un approccio assiologico per il quale, dopo secoli di conflitti e instabilità, l'insolubilità dei problemi divenne immutabilità delle soluzioni. L'altra richiama l'azione dei riformatori cinquecenteschi, profondamente rispettosi dell'operato dei sovrani aragonesi ma perfettamente consapevoli dei contesti politici e istituzionali in via di trasformazione.
En
The paper investigates the problematic use of memory – notably, memory of the Aragonese age –and the representation of the past in the context of the reformation of the dogana della menadelle pecore di Foggia (1447-1806). The charateristics of the dogana built up by theMagnanimous and his son Ferrante proved to be not very functional in relation to the neworganism emerged from the middle of the 16th century with the great reintegre. Nevertheless, theactivity promoted by the first Aragonese sovereign and his immediate successor remained thebenchmark for almost every intervention. It generated two different good memories. The first onemainly concerns officials and scholars of the 17th and 18th century and presupposes anaxiological approach: after secular conflicts and instability, insolvable problems becameimmutable solutions. The second one is a distinctive feature of the reformers of the 16th century,deeply respectful of the Aragonese kings’ work, and yet perfectly aware about transformingpolitical and institutional frames.

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Pubblicato

03-10-2018

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