Puer poeta guerriero, re di stupore. Federico II tra Puglia, Sicilia e 'nuova' Italia

Autori

  • Emilio Filieri

DOI:

https://doi.org/10.1285/i20380313v41p187-220

Abstract

En
The lyrics of Frederick II are the testimony of a global cultural government project, with the transformation of the Sicilian language into an elaborate language through refined metrics and thematic ennoblement: it is a secular unitary ideal of national identity. Dante does not hide his deep admiration for the leader, poet and patron Frederick II, capable of linking Germany to Southern Italy, and the Alps to the Mediterranean. Then G. Villani (1348) grasps the wickedness of Frederick II, because of his lack of reconciliation with the Church. In other sources, however, Frederick emerges as the severe, but tolerant sovereign striving for peace: the poets of Salento speaking Greek fuel this image for his dialogue with other cultures and faiths. The turning point of the Enlightenment delivers Frederick II to modernity as a great Italian sovereign and a model for Europe. Thus Giannone conceives the works of Federico and Manfredi as the affirmation of a modern state, for the relaunch of the Kingdom of Naples after the Spanish and the long-term Catholic predominance. With Guicciardini and Sarpi, but above all with Machiavelli, the anti-curial plan recovers the Ghibelline, political and moral perspective of Frederick against ecclesiastical privileges: through his Liber Augustalis, Frederick II, a Puer and a poet, king of wonder, travelled the paths of legal wisdom, as a paradigm of a new Italy.

It
La lirica federiciana costituisce la testimonianza di un progetto culturale globale di governo, con la trasformazione di una lingua locale, il siciliano, in una lingua elaborata attraverso metrica raffinata e nobilitazione tematica: è un laico ideale unitario di identità nazionale. Dinanzi alla figura possente di Federico, condottiero, poeta e mecenate, capace di legare Germania, Mezzogiorno d'Italia, Alpi e Mediterraneo, Dante non nasconde la sua profonda ammirazione. Poi la Cronica di G. Villani (1348) cerca di individuare la scelleratezza di Federico II, re incompiuto per la mancata riconciliazione con la Chiesa. In altre fonti però emerge Federico come sovrano proteso verso la pace, severo, ma tollerante: i poeti salentini di lingua greca alimentano tale immagine in particolare per il dialogo dell'imperatore con altri popoli e altre fedi. La svolta dei Lumi consegna alla modernità Federico II come grande sovrano d'Italia, modello per l'Europa. Così Giannone concepisce l'opera di Federico e di Manfredi come l'affermazione di uno stato moderno, riferimento del regalismo per il rilancio Regno di Napoli dopo gli Spagnoli e il secolare predominio cattolico. Dopo Guicciardini e Sarpi, ma soprattutto dopo il Machiavelli delle Istorie fiorentine, il disegno anticuriale recupera l'ottica ghibellina, politica e morale di Federico contro i privilegi ecclesiastici: attraverso il suo Liber Augustalis, Federico puer e poeta, re di stupore, percorre le vie della sapienza giuridica, come paradigma di una nuova Italia.

Downloads

Pubblicato

26-05-2026