Federico II, dinastie regali e letteratura
DOI:
https://doi.org/10.1285/i20380313v41p135-148Abstract
En
In De vulgari eloquentia Dante praises the excellence of the Swabian court, wich in the first half of the 13th century gathered the best minds of the time, thereby initiating the italian poetic tradition. Frederich and his son Manfred were great intellectual organizers and poets themselves. Enzo, another of Frederick's sons, was also a poet. The article examines the fundamental role played by the Sicilian School in the history of pre-Dantean poetry, up to the turning point represented by the dialogue between Dante and Bonagiunta in the Canto XXIV of the Purgatorio.
It
Nel De vulgari eloquentia Dante magnifica l'eccellenza della corte sveva che nella prima metà del Duecento aveva radunato le migliori intelligenze del tempo e così dato inizio alla tradizione poetica italiana. Federico e suo figlio Manfredi furono grandi organizzatori intellettuali e poeti loro stessi in prima persona. Poeta fu anche Enzo, altro figlio di Federico. L'articolo esamina il ruolo fondamentale svolto dalla Scuola siciliana nella storia della poesia predantesca, fino allo stacco costituito dallo scambio di battute tra Dante e Bonagiunta nel canto XXIV del Purgatorio.
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