Federico II e la guerra
DOI:
https://doi.org/10.1285/i20380313v41p53-112Abstract
En
This paper retraces the entire life of the great Emperor in his relationship with war, which accompanied him for much of his life–sometimes because of others' actions, sometimes because he himself provoked and stubbornly sustained it against two implacable enemies: the Papacy and the city of Milan together with the Lombard League.
As a war leader, Frederick II, Holy Roman Emperor, proved to be an excellent commander at the tactical level in open-field battles, skillfully using the troops at his disposal. However, he was a poor strategist in the struggle against fortified cities, only a few of which he managed to conquer. Less obstinacy toward rebellious cities and a partial renunciation of personal pride would have allowed him – according to the maxim that inspired the political doctrine of the ancient Romans, «divide et impera» – to separate his two enemies and confront the Papacy more successfully. Ultimately, and in the long run, the Papacy prevailed in its conflict with the House of Staufen, which disappeared from the European political scene after 1268.
It
La mia relazione ripercorre tutta la vita del grande Imperatore nel suo rapporto con la guerra, con la quale convisse per gran parte della sua esistenza, talvolta per colpa altrui, talaltra da lui stesso provocata e sostenuta ostinatamente contro due irriducibili nemici: il Papato e la città di Milano con la Lega Lombarda.
Come capo di guerra Federico II di Svevia si rivelò un ottimo comandante sul piano tattico nelle battaglie campali, utilizzando sapientemente i reparti militari che aveva a disposizione, ma un pessimo stratega nella lotta contro città fortificate, poche delle quali riuscì a conquistare. Una minore ostinazione verso le città ribelli e una parziale rinunzia all'amor proprio gli avrebbe consentito di separare – giusta il motto che ispirava la dottrina politica degli antichi Romani «divide et impera» – i due nemici e di affrontare con più successo il Papato che, in ultima analisi e nel lungo periodo, vinse il confronto con gli Staufen, i quali dopo il 1268 sparirono dalla scena politica europea.
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