Modernità e attualità del Liber Augustalis nelle Costituzioni contemporanee
DOI:
https://doi.org/10.1285/i20380313v41p19-44Abstract
En
This essay is an atempt to detect the influences of the friederician legal system in the Italian Constitution. It aims to compare Frederick II's Liber Augustalis (1231) with the Italian Constitution (1946), two legal written codes, with a particular reference to the Judiciary Court. They belong to two completely opposed systems of government: Monarchy and Republic. Frederick II's approach to justice was defined by the Constituzioni di Melfi (1231), drawn from the roman-norman laws, aimed at dismantling the privilegies of the barons and the Church, and creating a centralized burocratic and rational state. He introduced a uniform legal code, appointing professional judges and abolishing the fragmented custom based-justice of the feudal epoch. He was at the top of the legal system, an autoritarian ruler. In Italy the legal system is an indipendent and autonomous power ruled by the Constitution (artt. 101-113). Justice is administrated in the name of people and judges are subjected only to the law.
It
Il Liber Augustalis o Costituzioni di Melfi (1231) e la Costituzione Italiana (1946) sono due raccolte di norme scritte emesse da sistemi di governo decisamente opposti: la Monarchia e la Repubblica democratica. Questo saggio mira a individuare le influenze del codice federiciano, molto innovativo per l'epoca di Federico II, nella Costituzione Italiana (1946). Il sistema federiciano ha anticipato per molti aspetti concetti moderni di Stato di diritto, pur operando in un contesto medievale. Il Liber Augustalis abolì i privilegi feudali dei baroni e della Chiesa; introdusse una gerarchia di ufficiali giudiziari con il sovrano in cima; definì i contenuti di ciascuna Costituzione e indicò le pene da infliggere; distinse i giudici per le cause civili dai giudici di cause penali, e amministrative; istituì il patrocinio gratuito per gli orfani, le vedove e i poveri; disciplinò tutti gli aspetti della vita sociale ed economica. Nella Costituzione italiana, la Giustizia è amministrata in nome del popolo italiano con magistrati autonomi e indipendenti soggetti solo alla legge (artt. 101-104).
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