Il Dio "Ragione" e la Dea "Natura": la censura romana del De admirandis naturae, […] di Giulio Cesare Vanini
DOI:
https://doi.org/10.1285/i20380313v29p129Abstract
EnThe article analyzes the morphology of Giulio Cesare Vanini's De admirandis naturae, the context in which the Roman censorship took place and the role of the censors. Vanini's thought takes place in a European cultural landscape, where free thinkers gradually abandoned the usual techniques of dissimulation and simulation. In particular, the essay focuses on the documentation kept in the Archive of the Congregation for the Doctrine of the Faith (formerly the Holy Office) to understand the strategies adopted by Rome to repress the various libertine currents present in Seventeenth-century Europe.
It
L'articolo analizza la morfologia del De admirandis naturae di Giulio Cesare Vanini, il contesto in cui avvenne la censura romana e il ruolo dei censori. Il pensiero di Vanini si colloca infatti in un panorama culturale europeo, dove i liberi pensatori iniziarono gradualmente a venire allo scoperto, abbandonando le consuete tecniche di dissimulazione e simulazione. In particolare, il saggio si focalizza sulla documentazione custodita nell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant'Uffizio) per comprendere quali furono le strategie adottate da Roma per reprimere le diverse correnti libertine presenti nell'Europa del Seicento.
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Pubblicato
02-09-2020
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Articles
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